E' tranquillo Maurizio Sacconi. Per il ministro del Welfare il caso si sta risolvendo. Lui si dice fiducioso e ribadisce: “Non ci si fascia la testa prima di spaccarsela”. Tutto questo buon umore nasce dal dato sul sistema pensionistico ritenuto “in equilibrio”.
A considerarlo tale è il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua che, nel corso della sua relazione, assicura. “I conti dell'istituto sono a posto. Il bilancio 2008 dell'Inps – dice – presenta un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro. Rimane sostenuta la dinamica delle entrate contributive, sensibilmente in crescita, così come migliora l'attività di recupero dei crediti (un vero piccolo grande boom con 5 miliardi nel 2008)”.
“Il miglioramento dei risultati-spiega Mastrapasqua- è da attribuire anche all'incremento dei contributi versati dai lavoratori stranieri regolarizzati: ormai quasi due milioni di cittadini stranieri versano contributi previdenziali nel nostro paese”. Dorma dunque tranquillo Sacconi nonostante lo sfacelo culturale ambientale sociale ed economico che sta producendo il suo governo. Tanto a rimettere i conti in ordine ci pensano le vittime preferite del vicesindaco di Venezia Giancarlo Gentili. Per fortuna che il gentiluomo sarà processato per le parole pronunciate lo scorso settembre, durante la Festa dei popoli a Venezia. Il procuratore capo del capoluogo veneto lo ha citato direttamente a giudizio con l'accusa di istigazione all'odio razziale. Durante il suo intervento, Gentilini propugnò “pulizia dalle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro Paese”, invocando una “rivoluzione” contro gli stranieri. “Non voglio più vedere -disse- queste genie che girano per le strade”. La rivoluzione gentiliniana avrebbe dovuto colpire anche i fedeli mussulmani che vogliono aprire moschee in Italia. “Vadano a pregare nei deserti. Aprirò una fabbrica di tappeti e regaleremo i tappeti, ma che vadano nei deserti”. Il vicesindaco attaccò poi la proposta di dare il voto agli immigrati: “Non voglio vedere neri, gialli, marroni, grigi, insegnare ai nostri giovani.
Cosa insegnano? La civiltà del deserto? La civiltà di coloro che scappano dietro ai leoni o quelli che corrono dietro alle gazzelle per mangiarle?”.
Il processo a Gentilini è fissato per il 4 giugno prossimo.
Tratto da Notizie Verdi – Agenzia quotidiana di informazione dei Verdi Italiani.
24 marzo 2009
19 marzo 2009
Che belle opere con Berlusconi
Grandi opere, compreso il Ponte sullo stretto, entro il 2009. Quattro nuove centrali entro il 2020. Ancora miliardi investiti per distruggere il paesaggio. Questo il Piano di rinascita ormai cementato dal consenso che Chiesa e media hanno garantito all'astuto premier Silvio Berlusconi e ai suoi cortigiani. Fra questi spiccano come protagonisti dei futuri disaster movie il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e quello delle Infrastrutture Altero Matteoli, che sostiene di aver a portata di mano ben 16,6 miliardi di euro da spendere per ricoprire d'asfalto il Belpaese. Evidentemente per lui non valgono gli avvertimenti del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi quando sollecita le banche a finanziare solo imprese meritorie. Un modello facile da imitare considerando che proviene da oltreoceano, dove con Obama gli americani oggi sono intenzionati a puntare tutto su indipendenza energetica, riforma della scuola e del sistema di tutela della salute. E invece no, da noi si spenderanno verosimilmente venti miliardi di euro per acquistare impianti di terza generazione che consumano, come sottolineano persino gli ecodem (sempre più isolati) del PD, “oltre 30 tonnellate di uranio arricchito all'anno che inevitabilmente generano rifiuti radioattivi”.
Centrali alimentate soprattutto da incredibili leggende. Dicono che produrranno a regime il 25 per cento del consumo nazionale, ma, spiegano gli esperti, “quattro centrali potranno al massimo produrre il 13 per cento del consumo nazionale”.
Ogni occasione televisiva è ghiotta per sostenere che l'Italia necessiterebbe di maggiore produzione di elettricità. In verità dall'estero importiamo solo il 12,5 per cento di energia, e il dato interessante è che, rammenta un Realacci sempre più schiacciato nel PD dal Bersani pensiero, “ben l'80 per cento è prodotta da fonti rinnovabili, e non dal nucleare”.
Insomma, all'indomani dell'euforia per il patto scellerato sul nucleare Italia-Francia, cominciano a emergere le prime incongruenze. Paradossalmente, la più importante arriva dal filo nuclearista Chicco Testa che, conoscendo i suoi polli, chiede al presidente del Consiglio dove vuol piazzare quelle “bombe”, visto che ancora non siamo riusciti a risolvere il problema delle scorie ereditate dalle vecchie centrali. L'altra arriva in forma anonima dal Palazzo: “L'assurdo è che stiamo praticamente comprando tecnologie italiane introdotte dall'Agip nucleare voluta da Enrico Mattei”. Come a ribadire, la coppia Mattioli-Scalia che lamenta una ricerca sulla fisica “ferma a trenta, quaranta anni fa”. Davvero, complimenti per le grandi opere.
Tratto da “Notizie Verdi”
Organo ufficiale d'informazione della Federazione dei Verdi
Centrali alimentate soprattutto da incredibili leggende. Dicono che produrranno a regime il 25 per cento del consumo nazionale, ma, spiegano gli esperti, “quattro centrali potranno al massimo produrre il 13 per cento del consumo nazionale”.
Ogni occasione televisiva è ghiotta per sostenere che l'Italia necessiterebbe di maggiore produzione di elettricità. In verità dall'estero importiamo solo il 12,5 per cento di energia, e il dato interessante è che, rammenta un Realacci sempre più schiacciato nel PD dal Bersani pensiero, “ben l'80 per cento è prodotta da fonti rinnovabili, e non dal nucleare”.
Insomma, all'indomani dell'euforia per il patto scellerato sul nucleare Italia-Francia, cominciano a emergere le prime incongruenze. Paradossalmente, la più importante arriva dal filo nuclearista Chicco Testa che, conoscendo i suoi polli, chiede al presidente del Consiglio dove vuol piazzare quelle “bombe”, visto che ancora non siamo riusciti a risolvere il problema delle scorie ereditate dalle vecchie centrali. L'altra arriva in forma anonima dal Palazzo: “L'assurdo è che stiamo praticamente comprando tecnologie italiane introdotte dall'Agip nucleare voluta da Enrico Mattei”. Come a ribadire, la coppia Mattioli-Scalia che lamenta una ricerca sulla fisica “ferma a trenta, quaranta anni fa”. Davvero, complimenti per le grandi opere.
Tratto da “Notizie Verdi”
Organo ufficiale d'informazione della Federazione dei Verdi
18 marzo 2009
Sinistra e libertà per le europee 2009
Sinistra e libertà
Patto tra Verdi, Movimento di Vendola, Sinistra Democratica e Socialisti: alleanza elettorale per le prossime europee. "Contro calce e randello proposte per ambiente e lavoro"
Sinistra e Libertà, l’alleanza elettorale per le prossime elezioni europee tra Verdi, Movimento della sinistra, Sinistra Democratica, Partito Socialista e Unire la Sinistra, è stata presentata stamattina a Roma. Il simbolo sara' un cerchio rosso e bianco con la scritta “Sinistra e libertà'', appunto, mentre in basso compariranno i loghi in miniatura delle famiglie europee di appartenenza: Pse (nel quale confluiranno Partito socialista e Sinistra Democratica), Verdi e Gue (Sinistra europea nel quale confluiranno Movimento per la sinistra di Nichi Vendola ed ex Pdci).
Il progetto politico e' stato presentato alla stampa da Nichi Vendola, Grazia Francescato, Claudio Fava, Marco Di Lello e Umberto Guidoni. Un’alleanza, è stato detto, che rappresenta un nuovo avvio per la sinistra contro "l'egemonia della destra della calce e randello, che propone speculazione edilizia e ronde".
"I criteri per le candidature risponderanno a due principi - spiega il governatore pugliese -: la costruzione di esperienze larghe e plurali e la cessione di sovranità ai territori, oltre all'apertura alla questione di genere. Non sono io il dominus di questo tavolo che deciderà le candidature, dirò la mia opinione, accetterò consigli e seguirò l'orientamento collettivo". Vendola ha anche sottolineato la necessità di “uscire dai talk show ed entrare nella vita quotidiana: questa è la sinistra che vogliamo ricostruire".
Grazia Francescato ha parlato di un'alleanza "non transgenica che tiene insieme le identità ma ha sintonia sui contenuti, mettendo insieme lavoro e ambiente. Il 'corro da solo' del Pd si è rivelato un boomerang, bisogna ricucire le alleanze per battere il centrodestra". Per i Verdi e il cartello vanno rilanciati “il no al nucleare” e i “tanti sì – ha detto ancora Francescato - alle rinnovabili e all’efficienza energetica che entro il 2020 possono produrre 8 milioni di nuovi posti di lavoro in tutta Europa”.
"Al Parlamento europeo c'è bisogno di larghe maggioranze – ha aggiunto Fava -, ogni gruppo è insufficiente da solo a rispondere ai problemi e questi tre gruppi hanno già dimostrato di poter vincere delle battaglie insieme". Tra i presenti all'Hotel Nazionale, in piazza Montecitorio, anche Giovanni Berlinguer e Achille Occhetto.
''Sono qui coerentemente con quanto volevo fare venti anni fa – ha detto Occhetto -, ai tempi della svolta della Bolognina. In questi anni hanno demolito e tagliato la parola sinistra, che deve ritornare alla ribalta. Mi piace, poi, anche la parola liberta' che contraddistingue questa alleanza. Dobbiamo, infatti, recuperare pure questa parola gettata nel fango da Berlusconi". La prima uscita pubblica della lista è in programma per sabato prossimo 21/3/2009 alle 16 a piazza Farnese a Roma.
Dal sito nazionale VERDI
06 marzo 2009
La mobilità Ciclabile e la sicurezza stradale in Provincia: quanto ci si investe veramente?
Federazione Provinciale VERDI per la Pace
Ogni anno, alla presentazione del bilancio preventivo la Provincia presenta dati roboanti ed intenzioni ottime sugli investimenti in infrastrutture ecocompatibili: appunto le piste ciclabili? Anche per il 2009 previsti 600.000,00 Euro. Come non plaudere a tante buone intenzioni?
Peccato che poi, a guardare i bilanci consuntivi ed i risultati degli ultimi anni i dati appaiono purtroppo molto diversi.
Ci risulta che nel 2005 siano stati stanziati 520.000, poi impegnati soltanto 170.000 - nel 2006, addirittura stanziati ad inizio anno ben 1.040.000 Euro, un raddoppio di fondi! Forse è la svolta che noi ambientalisti ci aspettiamo
Ebbene, i fondi impegnati nel 2006 ammontano a ben, tenetevi forte 63.000 dico sessantatremilaeuro....
Beh forse va meglio l'anno dopo: Nel 2007 lo stanziamento iniziale torna a 520.000 Euro ma, sorpresa, in una variazione di bilancio a fine anno il capitolo viene azzerato e quindi NESSUN IMPEGNO PER PISTE CICLABILI NEL 2007.
Stessa sorte nel 2008, di 520.000 preventivati 0 zero spesi!
Cosa aspettare ancora? Si continua ad inserire nei bilanci fondi "virtuali" tanto per far vedere che si fanno le cose, per poi sgonfiare il tutto verso un desolantel NULLA DI FATTO.
Per non parlare della situazione della sicurezza sulle strade provinciali, si fanno progetti e progettini da far vedere in conferenze stampa, ai sindaci ed amministratori interessati, tanto teatrino e poi? Non ci sono i fondi, gli stanziamenti annuali per le manutenzioni ordinarie e straordinarie calano a vista d'occhio. Beh forse ci penseranno gli operai della provincia a fare qualcosa, le famose squadre di cantonieri. Peccato che si stia smantellando anche questo servizio; riorganizzati il servizio, non sostituite le persone che vanno in pensione, depotenziato in uomini e mezzi e progressiva esternalizzazione "soft" in vista...
Questo è l'operato del nostro caro Assessore pseudo-ambientalista Luciano Gobbi, e ora lo aspettiamo nel suo imminente voto a favore del nuovo inceneritore fortemente voluto dalla Sua Presidente: proprio un degno finale di una storia horror!!
Ogni anno, alla presentazione del bilancio preventivo la Provincia presenta dati roboanti ed intenzioni ottime sugli investimenti in infrastrutture ecocompatibili: appunto le piste ciclabili? Anche per il 2009 previsti 600.000,00 Euro. Come non plaudere a tante buone intenzioni?Peccato che poi, a guardare i bilanci consuntivi ed i risultati degli ultimi anni i dati appaiono purtroppo molto diversi.
Ci risulta che nel 2005 siano stati stanziati 520.000, poi impegnati soltanto 170.000 - nel 2006, addirittura stanziati ad inizio anno ben 1.040.000 Euro, un raddoppio di fondi! Forse è la svolta che noi ambientalisti ci aspettiamo
Ebbene, i fondi impegnati nel 2006 ammontano a ben, tenetevi forte 63.000 dico sessantatremilaeuro....
Beh forse va meglio l'anno dopo: Nel 2007 lo stanziamento iniziale torna a 520.000 Euro ma, sorpresa, in una variazione di bilancio a fine anno il capitolo viene azzerato e quindi NESSUN IMPEGNO PER PISTE CICLABILI NEL 2007.
Stessa sorte nel 2008, di 520.000 preventivati 0 zero spesi!
Cosa aspettare ancora? Si continua ad inserire nei bilanci fondi "virtuali" tanto per far vedere che si fanno le cose, per poi sgonfiare il tutto verso un desolantel NULLA DI FATTO.
Per non parlare della situazione della sicurezza sulle strade provinciali, si fanno progetti e progettini da far vedere in conferenze stampa, ai sindaci ed amministratori interessati, tanto teatrino e poi? Non ci sono i fondi, gli stanziamenti annuali per le manutenzioni ordinarie e straordinarie calano a vista d'occhio. Beh forse ci penseranno gli operai della provincia a fare qualcosa, le famose squadre di cantonieri. Peccato che si stia smantellando anche questo servizio; riorganizzati il servizio, non sostituite le persone che vanno in pensione, depotenziato in uomini e mezzi e progressiva esternalizzazione "soft" in vista...
Questo è l'operato del nostro caro Assessore pseudo-ambientalista Luciano Gobbi, e ora lo aspettiamo nel suo imminente voto a favore del nuovo inceneritore fortemente voluto dalla Sua Presidente: proprio un degno finale di una storia horror!!
03 marzo 2009
Masini e inceneritore
Da notizie divulgate a mezzo stampa la presidente Masini rilancia l'inceneritore.
Reggio Emilia 3/3/09
X Esecutivo Provinciale Verdi di Reggio Emilia
Giuseppe Neroni
Oltre quattro anni di finti confronti, un Tavolo Istituzionale e un Tavolo Interassociativo totalmente svuotati di significato. Insomma un propagandistico esercizio di democrazia.
Nessun peso è stato dato ai comuni coinvolti dalle possibili localizzazioni dell'inceneritore che proponevano la soluzione alternativa del Trattamento Meccanico Biologico, nessun peso alle Associazioni e Comitati che proponevano la stessa cosa. Unica entità a cui la Provincia ha attribuito il vero potere di orientare le decisioni ENIA che ha fortemente voluto e ottenuto l'inceneritore. In realtà il Tavolo Tecnico, pure se fortemente condizionato da Enia, nella sua relazione finale, ha fatto emergere l'assenza del quarto scenario (il TMB) proposto da alcuni suoi membri e cancellato da Enia e dalla Provincia e l'assenza di un’analisi di impatto ambientale. Il fatto grave è che la Masini intende fare elaborare ad Enia l'analisi di impatto. Un vero conflitto d'interessi. Come chiedere alla Fiat le rilevazioni sull'inquinamento dell'aria prodotto dal traffico. Altro fatto grave il proposito di esautorare il Consiglio provinciale dalla discussione del percorso fatto nei Tavoli Istituzionale e Tecnico come a dire che in questi quattro anni non è successo niente.
Noi Verdi di Reggio Emilia abbiamo in questi anni rappresentato"l'ambientalismo del si" : abbiamo incrementato,in tutti i Comuni in cui amministriamo le raccolte differenziate, adottato soluzioni per la riduzione a monte degli imballaggi, proposto e spiegato la convenienza economica del Trattamento Biologico (20 milioni di euro )e lo spreco di denaro pubblico costruendo un inceneritore (200 milioni di euro). L'analisi sulla produzione di rifiuti prodotta dal tavolo tecnico è ampiamente sovrastimata e non tiene conto del fatto che le raccolte domiciliari riducono drasticamente il rifiuto da smaltire. Infatti il Trattamento meccanico Biologico a valle di una ottima raccolta differenziata, che separi almeno secco e umido, chiude il ciclo dei rifiuti - il 30 % ( vedi tabella allegata) si perde per essicazione, il resto diventa o combustibile per centrali elettriche e cementifici oppure frazione stabilizzata utile per ripristini ambientali, riempimento di cave, copertura di discariche o fondi stradali - e non richiede per forza la discarica mentre l'incenerimento produce ceneri altamente tossiche e richiede una discarica per rifiuti pericolosi che comunque rimangono. Abbiamo anche detto, che la legge prevede che siano le Regioni a pianificare gli impianti e non le Provincie, che in Emilia Romagna esistono già 8 inceneritori e che perciò l'autosufficienza provinciale è ampiamente superata, produce sprechi e investimenti ripetitivi e costosissimi -come l'inceneritore- che dovranno pagare gli utenti con l’aumento delle tariffe.
Dunque di cosa c'è bisogno subito a Reggio Emilia ? Di un impianto di TMB per il rifiuto residuo, di un moderno impianto di compostaggio per trattare l'organico, di almeno un impianto di riciclo modello Vedelago in grado di recuperare la plastica che andrebbe agli inceneritori o in discarica, di ottimizzare le tecnologie per il trattamento dei fanghi e dei rifiuti speciali.
E bisogna sostenere la raccolta domiciliare come suggerisce l’Arpa Regionale nel suo rapporto annuale e la riduzione dei rifiuti alla fonte.
La tabella allegata dimostra sostanzialmente due verità : che con il 65 % -obbligatorio per legge –di raccolta differenziata ottenibile sia con la raccolta domiciliare che con la capillare stradale la produzione di rifiuti indifferenziati diminuisce (come ampiamente dimostrano i dati di Reggio Emilia, Correggio, San Martino, Guastalla e Scandiano) e che con l’inceneritore che costa dieci volte più del Trattamento Meccanico Biologico non esiste alcun vantaggio (l’inceneritore -che produce 53.000 tons di ceneri tossiche -richiede obbligatoriamente la discarica)
Reggio Emilia 3/3/09
X Esecutivo Provinciale Verdi di Reggio Emilia
Giuseppe Neroni
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