06 marzo 2009

La mobilità Ciclabile e la sicurezza stradale in Provincia: quanto ci si investe veramente?

Federazione Provinciale VERDI per la Pace

Ogni anno, alla presentazione del bilancio preventivo la Provincia presenta dati roboanti ed intenzioni ottime sugli investimenti in infrastrutture ecocompatibili: appunto le piste ciclabili? Anche per il 2009 previsti 600.000,00 Euro. Come non plaudere a tante buone intenzioni?
Peccato che poi, a guardare i bilanci consuntivi ed i risultati degli ultimi anni i dati appaiono purtroppo molto diversi.
Ci risulta che nel 2005 siano stati stanziati 520.000, poi impegnati soltanto 170.000 - nel 2006, addirittura stanziati ad inizio anno ben 1.040.000 Euro, un raddoppio di fondi! Forse è la svolta che noi ambientalisti ci aspettiamo
Ebbene, i fondi impegnati nel 2006 ammontano a ben, tenetevi forte 63.000 dico sessantatremilaeuro....
Beh forse va meglio l'anno dopo: Nel 2007 lo stanziamento iniziale torna a 520.000 Euro ma, sorpresa, in una variazione di bilancio a fine anno il capitolo viene azzerato e quindi NESSUN IMPEGNO PER PISTE CICLABILI NEL 2007.
Stessa sorte nel 2008, di 520.000 preventivati 0 zero spesi!
Cosa aspettare ancora? Si continua ad inserire nei bilanci fondi "virtuali" tanto per far vedere che si fanno le cose, per poi sgonfiare il tutto verso un desolantel NULLA DI FATTO.

Per non parlare della situazione della sicurezza sulle strade provinciali, si fanno progetti e progettini da far vedere in conferenze stampa, ai sindaci ed amministratori interessati, tanto teatrino e poi? Non ci sono i fondi, gli stanziamenti annuali per le manutenzioni ordinarie e straordinarie calano a vista d'occhio. Beh forse ci penseranno gli operai della provincia a fare qualcosa, le famose squadre di cantonieri. Peccato che si stia smantellando anche questo servizio; riorganizzati il servizio, non sostituite le persone che vanno in pensione, depotenziato in uomini e mezzi e progressiva esternalizzazione "soft" in vista...
Questo è l'operato del nostro caro Assessore pseudo-ambientalista Luciano Gobbi, e ora lo aspettiamo nel suo imminente voto a favore del nuovo inceneritore fortemente voluto dalla Sua Presidente: proprio un degno finale di una storia horror!!

03 marzo 2009

Masini e inceneritore

Da notizie divulgate a mezzo stampa la presidente Masini rilancia l'inceneritore.



Oltre quattro anni di finti confronti, un Tavolo Istituzionale e un Tavolo Interassociativo totalmente svuotati di significato. Insomma un propagandistico esercizio di democrazia.

Nessun peso è stato dato ai comuni coinvolti dalle possibili localizzazioni dell'inceneritore che proponevano la soluzione alternativa del Trattamento Meccanico Biologico, nessun peso alle Associazioni e Comitati che proponevano la stessa cosa. Unica entità a cui la Provincia ha attribuito il vero potere di orientare le decisioni ENIA che ha fortemente voluto e ottenuto l'inceneritore. In realtà il Tavolo Tecnico, pure se fortemente condizionato da Enia, nella sua relazione finale, ha fatto emergere l'assenza del quarto scenario (il TMB) proposto da alcuni suoi membri e cancellato da Enia e dalla Provincia e l'assenza di un’analisi di impatto ambientale. Il fatto grave è che la Masini intende fare elaborare ad Enia l'analisi di impatto. Un vero conflitto d'interessi. Come chiedere alla Fiat le rilevazioni sull'inquinamento dell'aria prodotto dal traffico. Altro fatto grave il proposito di esautorare il Consiglio provinciale dalla discussione del percorso fatto nei Tavoli Istituzionale e Tecnico come a dire che in questi quattro anni non è successo niente.

Noi Verdi di Reggio Emilia abbiamo in questi anni rappresentato"l'ambientalismo del si" : abbiamo incrementato,in tutti i Comuni in cui amministriamo le raccolte differenziate, adottato soluzioni per la riduzione a monte degli imballaggi, proposto e spiegato la convenienza economica del Trattamento Biologico (20 milioni di euro )e lo spreco di denaro pubblico costruendo un inceneritore (200 milioni di euro). L'analisi sulla produzione di rifiuti prodotta dal tavolo tecnico è ampiamente sovrastimata e non tiene conto del fatto che le raccolte domiciliari riducono drasticamente il rifiuto da smaltire. Infatti il Trattamento meccanico Biologico a valle di una ottima raccolta differenziata, che separi almeno secco e umido, chiude il ciclo dei rifiuti - il 30 % ( vedi tabella allegata) si perde per essicazione, il resto diventa o combustibile per centrali elettriche e cementifici oppure frazione stabilizzata utile per ripristini ambientali, riempimento di cave, copertura di discariche o fondi stradali - e non richiede per forza la discarica mentre l'incenerimento produce ceneri altamente tossiche e richiede una discarica per rifiuti pericolosi che comunque rimangono. Abbiamo anche detto, che la legge prevede che siano le Regioni a pianificare gli impianti e non le Provincie, che in Emilia Romagna esistono già 8 inceneritori e che perciò l'autosufficienza provinciale è ampiamente superata, produce sprechi e investimenti ripetitivi e costosissimi -come l'inceneritore- che dovranno pagare gli utenti con l’aumento delle tariffe.

Dunque di cosa c'è bisogno subito a Reggio Emilia ? Di un impianto di TMB per il rifiuto residuo, di un moderno impianto di compostaggio per trattare l'organico, di almeno un impianto di riciclo modello Vedelago in grado di recuperare la plastica che andrebbe agli inceneritori o in discarica, di ottimizzare le tecnologie per il trattamento dei fanghi e dei rifiuti speciali.

E bisogna sostenere la raccolta domiciliare come suggerisce l’Arpa Regionale nel suo rapporto annuale e la riduzione dei rifiuti alla fonte.

La tabella allegata dimostra sostanzialmente due verità : che con il 65 % -obbligatorio per legge –di raccolta differenziata ottenibile sia con la raccolta domiciliare che con la capillare stradale la produzione di rifiuti indifferenziati diminuisce (come ampiamente dimostrano i dati di Reggio Emilia, Correggio, San Martino, Guastalla e Scandiano) e che con l’inceneritore che costa dieci volte più del Trattamento Meccanico Biologico non esiste alcun vantaggio (l’inceneritore -che produce 53.000 tons di ceneri tossiche -richiede obbligatoriamente la discarica)


Reggio Emilia 3/3/09
X Esecutivo Provinciale Verdi di Reggio Emilia
Giuseppe Neroni