Oltre quattro anni di finti confronti, un Tavolo Istituzionale e un Tavolo Interassociativo totalmente svuotati di significato. Insomma un propagandistico esercizio di democrazia.
Nessun peso è stato dato ai comuni coinvolti dalle possibili localizzazioni dell'inceneritore che proponevano la soluzione alternativa del Trattamento Meccanico Biologico, nessun peso alle Associazioni e Comitati che proponevano la stessa cosa. Unica entità a cui la Provincia ha attribuito il vero potere di orientare le decisioni ENIA che ha fortemente voluto e ottenuto l'inceneritore. In realtà il Tavolo Tecnico, pure se fortemente condizionato da Enia, nella sua relazione finale, ha fatto emergere l'assenza del quarto scenario (il TMB) proposto da alcuni suoi membri e cancellato da Enia e dalla Provincia e l'assenza di un’analisi di impatto ambientale. Il fatto grave è che la Masini intende fare elaborare ad Enia l'analisi di impatto. Un vero conflitto d'interessi. Come chiedere alla Fiat le rilevazioni sull'inquinamento dell'aria prodotto dal traffico. Altro fatto grave il proposito di esautorare il Consiglio provinciale dalla discussione del percorso fatto nei Tavoli Istituzionale e Tecnico come a dire che in questi quattro anni non è successo niente.
Noi Verdi di Reggio Emilia abbiamo in questi anni rappresentato"l'ambientalismo del si" : abbiamo incrementato,in tutti i Comuni in cui amministriamo le raccolte differenziate, adottato soluzioni per la riduzione a monte degli imballaggi, proposto e spiegato la convenienza economica del Trattamento Biologico (20 milioni di euro )e lo spreco di denaro pubblico costruendo un inceneritore (200 milioni di euro). L'analisi sulla produzione di rifiuti prodotta dal tavolo tecnico è ampiamente sovrastimata e non tiene conto del fatto che le raccolte domiciliari riducono drasticamente il rifiuto da smaltire. Infatti il Trattamento meccanico Biologico a valle di una ottima raccolta differenziata, che separi almeno secco e umido, chiude il ciclo dei rifiuti - il 30 % ( vedi tabella allegata) si perde per essicazione, il resto diventa o combustibile per centrali elettriche e cementifici oppure frazione stabilizzata utile per ripristini ambientali, riempimento di cave, copertura di discariche o fondi stradali - e non richiede per forza la discarica mentre l'incenerimento produce ceneri altamente tossiche e richiede una discarica per rifiuti pericolosi che comunque rimangono. Abbiamo anche detto, che la legge prevede che siano le Regioni a pianificare gli impianti e non le Provincie, che in Emilia Romagna esistono già 8 inceneritori e che perciò l'autosufficienza provinciale è ampiamente superata, produce sprechi e investimenti ripetitivi e costosissimi -come l'inceneritore- che dovranno pagare gli utenti con l’aumento delle tariffe.
Dunque di cosa c'è bisogno subito a Reggio Emilia ? Di un impianto di TMB per il rifiuto residuo, di un moderno impianto di compostaggio per trattare l'organico, di almeno un impianto di riciclo modello Vedelago in grado di recuperare la plastica che andrebbe agli inceneritori o in discarica, di ottimizzare le tecnologie per il trattamento dei fanghi e dei rifiuti speciali.
E bisogna sostenere la raccolta domiciliare come suggerisce l’Arpa Regionale nel suo rapporto annuale e la riduzione dei rifiuti alla fonte.
La tabella allegata dimostra sostanzialmente due verità : che con il 65 % -obbligatorio per legge –di raccolta differenziata ottenibile sia con la raccolta domiciliare che con la capillare stradale la produzione di rifiuti indifferenziati diminuisce (come ampiamente dimostrano i dati di Reggio Emilia, Correggio, San Martino, Guastalla e Scandiano) e che con l’inceneritore che costa dieci volte più del Trattamento Meccanico Biologico non esiste alcun vantaggio (l’inceneritore -che produce 53.000 tons di ceneri tossiche -richiede obbligatoriamente la discarica)
Reggio Emilia 3/3/09
X Esecutivo Provinciale Verdi di Reggio Emilia
Giuseppe Neroni
Parlare di inceneritori, cemento e nucleare nel 2009 credo sia demenziale.
RispondiEliminaSpero la gente si svegli.