21 aprile 2009

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA




Nuovo modello di raccolta rifiuti Reggio Emilia
70% di raccolta differenziata

di Dott.ssa Pinuccia Montanari

Il 26 aprile 2006 è iniziata la raccolta porta a porta sulla Settima Circoscrizione del Comune di Reggio Emilia, attuazione di un progetto pilota di raccolta differenziata promosso dall’Assessorato all’Ambiente e Sostenibilità del Comune di Reggio Emilia. L'obiettivo del programma a lungo termine è di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, diminuire progressivamente lo smaltimento in discarica ed incentivare il recupero attraverso il riuso e il riciclaggio.
L’iniziativa coinvolge oltre 14.000 residenti, più di 6.000 famiglie, distribuiti su una superficie di oltre 40 km2 nella parte nord-est della città. Le utenze non domestiche coinvolte, attività produttive e commerciali, sono oltre 900. Tra le otto circoscrizioni del Comune, è stata scelta la Settima perché è caratterizzata dalla commistione di città e campagna, condomini e piccole case, abitazioni e negozi, industrie grandi e piccoli capannoni artigianali, nell’ottica di avere delle linee da seguire per l’estensione di questo tipo di raccolta a tutto il resto la città.
Il progetto tecnico stato redatto con partecipazione dei cittadini ai quali era destinato. La prima fase è consistita proprio in un censimento puntuale di tutte le realtà domestiche e non domestiche, per individuare direttamente sul territorio le esigenze e le criticità di ognuna, parlando ma soprattutto ascoltando le persone, per progettare con loro la soluzione migliore. Questa fotografia molto precisa della situazione ha rappresentato il punto di partenza fondamentale da cui sono scaturite tutte le valutazione e le discussioni successive: tipo di sistema di raccolta (porta a porta integrale), numero di contenitori da fornire, frequenze di raccolta per ogni frazione, previsioni degli obiettivi di raccolta e previsione dei costi di esercizio.
Il progetto così redatto è stato oggetto di valutazione e di elaborazione che ha coinvolto l’amministrazione comunale, l’azienda municipalizzata e i consulenti esterni interpellati dal Comune per la sua stesura, ed è stato vagliato e discusso in un tavolo tecnico composto dai rappresentati di molte realtà locali, amministrative e sociali, fra le quali l’ARPA, la Provincia, gli amministratori della Settima Circoscrizione, le cooperative sociali, l’università, e altre associazioni di categoria, ciascuno con i propri rappresentanti.
Il modello proposto si basa su una raccolta differenziale domiciliare di 6 frazioni di rifiuto differenziato (porta a porta integrale), ciascuna con una propria frequenza di raccolta:

- carta e tetrapak: frequenza settimanale con mastello rigido di colore blu da 40 litri;
- plastica: frequenza settimanale con sacco trasparente a perdere da 100 litri;
- vetro e lattine (congiunti in un unico contenitore): un passaggio ogni due settimane con mastello rigido di colore verde da 40 litri;
- rifiuto organico: due passaggi a settimana con mastello rigido di colore marrone da 25 litri, cestino sottolavello da 6 litri e sacchetti in Mater-bi;
- secco residuo: frequenza settimanale con sacco a perdere di colore nero semitrasparente da 70 litri;
- sfalci d’erba e potature: frequenza settimanale con sacchi in nylon a rendere da 120 litri.

Alcune utenze sono servite con frequenze d’asporto maggiori, secondo un calendario personalizzato, per venire incontro a necessità oggettive di asporto di certe tipologie di rifiuto, emerse in fase di sopralluogo o segnalate in seguito dopo l’avvio del nuovo sistema, ad esempio ristoranti, alberghi, case di riposo, grossi condomini, ecc.
Prima e durante la fase di distribuzione dei contenitori ad ogni famiglia, è partita una campagna informativa capillare che ha raggiunto ogni utenza. Sono stati stampati manifesti e locandine che annunciavano l’avvio del porta a porta. È stata inviata una lettera ad ogni famiglia con la quale si invitavano i cittadini a partecipare ad una delle sette serate informative tenute sul territorio. Durante queste serate il progetto è stato presentato, e sono arrivate da subito le prime impressioni dei partecipanti, e sono stati discussi quelli che avrebbero potuto essere i problemi all’avvio. Le persone che complessivamente hanno partecipato alle serate sono state oltre 2.000, in rappresentanza di circa un quarto delle utenze domestiche totali.
Al momento della consegna dei mastelli casa per casa da parte di squadre di operatori, formati al contatto con i cittadini, è stato recapitato un pieghevole con le informazioni fondamentali per svolgere correttamente la differenziazione, e un calendario valido per tutta la durata della sperimentazione (aprile 2006 - aprile 2007) sul quale sono indicati con delle icone colorate, i giorni di raccolta di ognuna delle sei frazione differenziate. Poiché la Settima Circoscrizione è una delle zone del Comune di Reggio Emilia maggiormente soggette ad immigrazione, oltre che in italiano, il pieghevole (Figura 1), è stato stampato in tre lingue straniere: inglese, cinese e arabo.
La consegna dei contenitori alle utenze non domestiche e ai condomini ha comportato un maggiore impegno di mezzi e personale per movimentare i cassonetti di maggiori dimensioni, e trasportati con piccoli camion. Dopo il colloquio avuto in sede di censimento preliminare, molte utenze erano già a conoscenza del nuovo sistema e sapevano che cosa avrebbero ricevuto. La formazioni in questi casi è consistita semplicemente in una breve spiegazione del sistema, in particolare sul funzionamento del calendario di raccolta, e nella risoluzione di qualche dubbio sulla corretta destinazione di alcuni rifiuti prodotti dalla ditta.
I cittadini hanno iniziato da subito a differenziare i rifiuti e a utilizzare il nuovo sistema esponendo a calendario sacchi e mastelli già dal primo giorno, il 26 aprile 2006. Dopo circa tre settimane di coesistenza dei sistemi a cassonetto stradale e porta a porta, che ha permesso ai più di imparare e cambiare le proprie abitudini, sono stati tolti tutti i cassonetti dalla circoscrizione.
A questo punto delle cose è stato attivato un servizio di assistenza all’avvio, che ha coinvolto tutte le parti in causa, ciascuna con un ruolo preciso. Il Comune ha messo a disposizione gli operatori dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) per ricevere tutte le segnalazioni di problemi e disservizi relativi al porta a porta. L’azienda municipalizzata (ENIA) ha indirizzato parte del personale sulle risposte alle segnalazioni e ai reclami, inoltre si è attivato uno Sportello Rifiuti, con sede in un ufficio amministrativo della Settima Circoscrizione, dove ogni cittadino poteva recarsi per ritirare mastelli e sacchi, ma soprattutto per esprimere opinioni, dare o chiedere suggerimenti, avere informazioni più dettagliate su problemi specifici e di nuovo segnalare disservizi e richiedere un sopralluogo.
Il servizio di Sportello Rifiuti è stato particolarmente apprezzato perché si è dimostrato molto vicino ai cittadini. Dava la possibilità di parlare con un tecnico fra quelli che hanno progettato il servizio, per avere chiarimenti o per chiedere delle variazioni della dotazione consegnata, avendo a che fare direttamente con una persona, piuttosto che con una voce al telefono o un sito internet. A dimostrazione della validità del servizio di ascolto e risoluzione dei problemi pratici, così diretto e semplice per il cittadino, lo sportello continua a funzionare oltre il limite di tempo previsto dal progetto, i primi 4 mesi dall’avvio.
Il grosso investimento sul momento dell’assistenza all’avvio, con un così massiccio impiego di energia e personale, ha mano a mano reso il servizio sempre più “su misura” per le esigente delle persone che ne usufruiscono, e la reazione positiva è evidenziata dal salto in avanti che hanno fatto i dati di raccolta differenziata, sia in termini di peso (kg per abitante all’anno) delle frazioni riciclabili, sia in termini di percentuale di raccolta differenziata.
Dopo un primo periodo di alcune settimane, necessario ai cittadini per cambiare le vecchie abitudini e ai tecnici per variare le dotazioni alle utenze che necessitavano contenitori diversi da quelli consegnati, il servizio è andato a regime. I primi risultati (tabella 1) sono molto positivi.


RIFIUTO - Proiezione annua - kg/ab x anno - Primo periodo di avvio kg/ab x anno

Carta - 53,55 - 47,47
Cartone - 13,38 - 20,78
Frazione Organica - 67,48 - 74,20
Sfalci verdi - 9,70 - 11,26
Plastica - 24,90 - 24,98
Vetro/Lattine - 34,91 - 35,41
Indifferenziato - 72,65 - 102,64
Totale - 276,56 - 316,75
% R.D. - 73,73% - 67,60%

Tab 1, dati di raccolta del servizio porta a porta

Il dato di circa il 70% è il frutto della sola raccolta porta a porta come descritta. A questo si aggiungono le differenziate raccolte presso le isole ecologiche, strumento fondamentale a supporto del porta a porta. A Reggio Emilia ce ne sono 6, tutte presidiate da personale addetto e distribuite in varie parti della città. Tutte le utenze, domestiche e non domestiche, possono portare in ogni giorno della settimana i propri rifiuti, quelli raccolti porta a porta, ma anche e soprattutto rifiuti ingombranti, grosse quantità di sfalci e potature, cartone, copertoni, rifiuti speciali e pericolosi, oli esausti, elettrodomestici, ecc. Si ritiene pertanto che la percentuale di raccolta differenziata complessiva della Circoscrizione sia più elevata di alcuni punti percentuali rispetto a quanto raccolto con il solo porta a porta.
L’aumento di settimana in settimana della quantità di rifiuti raccolti dimostra che sempre più persone, giorno dopo giorno, imparano a servirsi del porta a porta, e non si sento più obbligati a far migrare i propri rifiuti verso i cassonetti stradali, sui luoghi di lavoro e nelle altre circoscrizioni. Il quantitativo totale di rifiuti raccolti, di poco oltre i 350 kg/ab x anno, dimostra che la migrazione è ormai limitata ad una percentuale minima, rappresentata da chi anche prima aveva l’abitudine di portare i rifiuti altrove.
Alcuni problemi puntuali di mancata accettazione del servizio hanno determinato situazioni di abbandono di rifiuti per qualche tempo subito dopo il ritiro dei cassonetti. Si è visto come spesso fossero problemi legati a situazioni di degrado sociale più che alla mera produzione di rifiuti, ad esempio immigrazione clandestina, condizioni di lavoro ai limiti, ecc. Un lavoro puntuale su ogni punto di abbandono, con un’analisi della causa e il successivo contatto personale con i responsabili, ha permesso di coinvolgere tutti nella raccolta e sanare le diverse situazioni.

Il progetto sperimentale di raccolta porta a porta a Reggio Emilia è stato promosso da Comune di Reggio Emilia nella persona dell’Assessore all’Ambiente e alla Sostenibilità Pinuccia Montanari, con la consulenza esterna dell’azienda altoatesina Idecom Srl-GmbH. La raccolta è effettuata dall’azienda di servizi cittadina ENÌA SpA.
Alcuni ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia tengono sotto osservazione lo sviluppo del progetto, per fornire alla fine dell’anno di sperimentazione, un quadro complessivo di costi e benefici del nuovo sistema, sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale.

16 aprile 2009

APPROVATO IL PIANO ENERGETICO COMUNALE

La Legge 9.1.1991, n.10 prevede espressamente l’elaborazione di Piani Energetici per i Comuni con più di 50.000 abitanti, finalizzati a favorire e incentivare l’uso razionale dell’energia, il contenimento dei consumi energetici, il miglioramento dei processi di trasformazione energetica attraverso un incremento della loro efficienza e l’utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili. Queste sono le priorità che devono essere perseguite al fine di garantire una migliore e più sostenibile qualità della vita. La rilevanza ambientale dell’uso di fonti energetiche rinnovabili è ancora più evidente alla luce della grande instabilità dei costi energetici e della loro coerenza con gli obiettivi e gli impegni assunti con l’adesione al protocollo di Kyoto, che prevedono una riduzione delle emissioni climalteranti in atmosfera del 6,5% entro il 2010-2012, rispetto ai valori registrati nel 1990.

La Giunta Municipale del Comune di Reggio Emilia ha approvato il 5 novembre 2008 il Piano Energetico Comunale. Per la stesura del Piano ci si è avvalsi delle professionalità dell’ing. Giacomo Bizzarri, Ricercatore di Fisica Tecnica Industriale presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara e del dr. Maurizio Pallante, ricercatore e pubblicista nel campo del risparmio energetico e delle tecnologie ambientali.

Le future linee di indirizzo previste dal Piano Energetico sono sintetizzate nella seguente tabella in cui sono individuati i principali obiettivi e le relative azioni.

OBIETTIVI – AZIONI
Rispetto Kyoto-Diminuzione emissioni climateranti utenze comune di Reggio Emilia
Ottimizzazione della domanda energetica-Diminuzione domanda energia da fonte fossile soddisfacimento fabbisogni
Inquinamento atmosferico -Adozioni tecnologie a basso impatto ambientale (NOx, Polveri)


Contesto locale
La fortissima crescita demografica che si è verificata nel Comune di Reggio Emilia, dal 1990 ad oggi, ha portato la popolazione residente dalle circa 130000 unità del 1990 alle quasi 160000 del 2006, con un incremento di oltre il 21 %. La domanda di energia è quindi molto cresciuta negli ultimi anni e, a peggiorare una situazione già critica, si aggiunge il cambiamento delle abitudini dei cittadini, diventati sempre più esigenti ed energivori nei loro modelli di vita. Nonostante queste premesse, il consumo procapite tende, seppur lentamente, a diminuire, grazie al generale miglioramento dell’efficienza energetica dei diversi sistemi impiantistici.
A rendere virtuoso e più sostenibile il quadro locale contribuiscono la rete di teleriscaldamento, tra le più vaste di Italia, la capillare diffusione del metano come combustibile per i diversi usi, le tante buone pratiche intraprese in questi anni dall’Amministrazione.

BUONE PRATICHE

• RETE TELERAFFRESCAMENTO (1° ITALIA), TELERISCALDAMENTO (3° ITALIA)
• NUOVO RUE, PREMIO KYOTO 2006: miglior iniziativa nazionale per la qualità e l’innovazione delle P.A.
• MODELLO DI CERTIFICAZIONE ECOABITA, STANDARD di eccellenza a livello nazionale
• PRIMA FLOTTA DI VEICOLI ELETTRICI PER TRASPORTO PUBBLICO D’ITALIA
• PREMIO IEA “Best practice” (2005), titolo di prima “Città elettrica d’Europa ” (2003), entrambi i riconoscimenti per la FLOTTA DI AUTO ELETTRICHE
• PREMIO REGIONANDO 2006 per progetto promosso dal Centro Educazione Ambientale Comune di Reggio Emilia
• BICIBUS
• EFFICIENZA ENERGETICA NELLA PUBBLICA ILLUMINAZIONE


Con lo studio redatto per il Piano Energetico, si è costruito un modello energetico della città, funzionale ad essere in futuro implementato in relazione alle opzioni di politica energetica che saranno di volta in volta intraprese.

Considerato che le emissioni climalteranti riferibili alle diverse attività nel Comune di Reggio Emilia ammontavano a 1137 ktCO2 , il valore obiettivo da raggiungere al 2012 per il Protocollo di Kyoto è di 1063 ktCO2 . Poiché ad oggi le emissioni sono stimate in 1273 ktCO2 , se ne deduce che è necessario ridurre le emissioni delle utenze del Comune di Reggio Emilia del 16 %, ossia di 332 ktCO2 .
Questa elevata differenza tra valore attuale e valore obiettivo, è legato all’elevatissimo incremento della popolazione nel periodo di riferimento.


La governance locale

Più nel dettaglio gli obiettivi di governance locale prefissati dal Piano sono:

_ migliorare la qualità architettonica, il risparmio energetico e la qualità complessiva nell'edificazione in genere,
_ sviluppare politiche che puntino quanto più possibile all’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili tramite l’utilizzo di tecnologie a basso impatto ambientale;
_ individuare in modo sistematico ed eliminare gli sprechi anche mediante l’attuazione di rigorose linee di risparmio energetico sia a livello di pubblica amministrazione che per tutta la comunità con particolare attenzione al settore edilizio, quello industriale e produttivo, quello agricolo e quello della mobilità,
_ sviluppare gli usi razionali dell’energia e il contenimento dei consumi energetici anche mediante la promozione di azioni informative.

Gli attori: il percorso individuato dal Piano Energetico dovrà essere condotto in primo luogo insieme ai cittadini, ma anche il ruolo degli Enti presenti sul territorio, delle aziende e delle principali realtà del territorio, dovrà essere altrettanto importante.
Enìa, che grazie al teleriscaldamento mette la nostra città in condizioni di vantaggio per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto (le utenze servite dal teleriscaldamento sono cresciute con continuità dal 1990 ad oggi), potrà mettere a disposizione della città le sue grandi competenze. Gli stessi Servizi Tecnici Comunali (Manutenzione ed Edilizia, Ambiente) potranno continuare ad assistere la cittadinanza nella promozione delle buone pratiche di risparmio energetico.


Principali Interventi previsti

Nel settore civile, è promossa l’efficienza energetica negli edifici (con particolare riferimento alle azioni per l’isolamento e la riqualificazione tecnologica dei fabbricati), attraverso l’applicazione della nuova legislazione nazionale e regionale e delle norme volontarie dal protocollo ECOABITA. Si prevede inoltre che i privati dedichino, nei prossimi anni, congrue risorse alla realizzazione di impianti fotovoltaici e solari termici di piccole dimensioni. Sono promossi la microcogenerazione, le installazioni microeoliche in ambito urbano, nonché l’assistenza alla Amministrazione nell’individuare gli strumenti più opportuni per sensibilizzare i cittadini verso le buone pratiche energetiche ed il risparmio.

Nell’ambito del settore industriale si promuove la realizzazione e/o la riqualificazione di distretti industriali ad alta efficienza energetica nell’ambito delle aree ecologicamente attrezzate; sono vagliate le potenzialità connesse alla promozione di impianti di cogenerazione, e di sistemi fotovoltaici di media taglia e quelle connesse alla reazione di consorzi che sviluppino iniziative finalizzate alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili grazie ad impianti anche localizzati in territori diversi da quello comunale.

Nel settore della Pubblica Amministrazione si prevede di perseverare sulla stessa linea politica che in questi anni ha promosso buone pratiche per il risparmio energetico, insieme a fotovoltaico, efficienza energetica anche attraverso l’appalto dei servizi di riscaldamento e di illuminazione pubblica e progetti per la mobilità sostenibile.

Nel settore Agricolo si prevede di sostenere al diffusione di sistemi fotovoltaici, nonché di stazioni di cogenerazione alimentate da biomasse gestite nell’ambito di iniziative a filiera corta.




INTERVENTI PREVISTI

1. ISOLAMENTO E RIQUALIFICAZIONE IMPIANTISTICA DEI FABBRICATI
2. EDIFICI AD ALTA EFFICIENZA
3. DIFFUSIONE E INCENTIVAZIONE DI IMPIANTI SOLARI
(FOTOVOLTAICO E TERMICO)
4. MICROCOGENERAZIONE PER CIVILE E INDUSTRIALE/TERZIARIO
5. EFFICIENZA ENERGETICA NELL’INDUSTRIA – MICROTURBINE
6. BUONE PRATICHE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE,
EFFICIENZA ENERGETICA ILLUMINAZIONE PUBBLICA, AZIONI P.U.M.
7. NUOVE TECNOLOGIE (PROGETTI PILOTA)
8. OTTIMIZZAZIONE RETE TELERISCALDAMENTO
9. ALTRE RINNOVABILI PER IL SETTORE AGRICOLO (FOTOVOLTOLT. MINIEOLICO)
10. BOSCHI URBANI
11. LINEE GUIDA STAZIONI DI COGENERAZIONE A BIOMASSE
12. FONDO ARIA. SI TRATTA DI UN FONDO PUBBLICO/PRIVATO
AD ADESIONE VOLONTARIA PER FINANZIARE OPERE AVENTI
COME FINE IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELL’ARIA
NEL COMUNE DI REGGIO EMILIA



L’elevato incremento della popolazione e l’aumento dei consumi ad esso correlato, ha provocato un gap tra le emissioni di CO2 stimate al 2006 e il valore obiettivo di Kyoto, che, nonostante l’efficacia delle azioni proposte, non è realisticamente possibile sanare del tutto entro il 2012.
Ciononostante in virtù della concretezza e del pragmatismo delle linee di intervento proposte, e della reale “cantierabilità” delle soluzioni individuate, è possibile intravedere un sostanziale cambiamento del trend dei consumi e delle emissioni già nell’immediato futuro verso una loro stabilizzazione e una successiva sempre progressiva riduzione.

Tale trend risulta ancora più evidente se si considerano le emissioni climalteranti procapite, riferibili cioè al singolo cittadino. E’ in questo modo possibile esaminare più obiettivamente l’efficacia delle misure individuate attraverso le analisi dei loro effetti riferiti al singolo cittadini. In questo caso i risultati porgono una situazione che già oggi evidenzia un chiaro miglioramento della situazione rispetto ai primi anni del 2000.

07 aprile 2009


Reggio Emilia, 04/04/2009

Noi, rappresentanti di Verdi, Sinistra Democratica e Movimento per la sinistra, decidiamo di dar vita nel Comune di Reggio Emilia, in occasione delle prossime elezioni amministrative, ad una lista unitaria denominata “Sinistra e Verdi” che andrà al confronto programmatico col Sindaco Delrio e col Centrosinistra riaffermando i contenuti e il valore del lavoro sin qui condotto dall’amministrazione uscente guidata dal Sindaco Delrio. Crediamo si siano prodotte importanti innovazioni e discontinuità che hanno segnato, sia dal punto di vista dei contenuti che della forma, il fare politica nella nostra città e per la nostra città. E' nostra intenzione sviluppare un'ulteriore azione progressista finalizzata al sostegno dei lavoratori e all'affermazione dei principi di giustizia sociale e laicità delle istituzioni anche a livello locale.
In particolare, abbiamo operato per la difesa e il rafforzamento dei servizi sociali e a sostegno dei lavoratori colpiti dalla crisi, nella direzione d’una pianificazione razionale delle politiche urbanistiche e territoriali in luogo d’una espansione edilizia fine a se stessa e alla tutela della rendita immobiliare. Abbiamo contribuito ad attuare politiche ambientali innovative che hanno fatto di Reggio un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo come avvenuto con la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, del piano energetico e del piano del verde. Rivendichiamo quindi con orgoglio l’essere stati parte fondamentale di questa esperienza politica ed amministrativa e di avervi contribuito con lealtà e passione.
Reputiamo particolarmente grave la candidatura di Antonella Spaggiari, presidente della Fondazione Manodori ed ex-sindaco della città, in quanto frutto di un'alleanza politica con ambienti del centrodestra che punta dritto alla rottura della tradizione amministrativa di centrosinistra che ha contribuito alla coesione sociale e al benessere della comunità reggiana fino ad oggi.
Crediamo, per queste ragioni, che il nostro compito non sia terminato poiché oggi vi è il rischio, concreto, che tanta parte del lavoro svolto in questi cinque anni possa essere vanificato dal ritorno del passato e delle sue perverse logiche di potere. La città, specie a fronte della crisi economica e sociale, ha bisogno di una coalizione forte e coesa che operi con sano spirito riformista e progressista, capace di guardare con fiducia al futuro e non al passato. Per questa ragione, per assicurare una piena continuità politica ed amministrativa rispetto al mandato che va concludendosi, abbiamo deciso di unire le nostre forze e lavorare ad un progetto politico comune.
Per quanto concerne invece il rapporto con il Partito Democratico e con il resto del centrosinistra a livello provinciale crediamo sia doveroso giungere, nel più breve tempo possibile, ad un serio confronto programmatico al fine di recuperare il grave ritardo accumulato, certo non per colpa nostra. Tuttavia, riconoscendo il ruolo di primo rilievo dei candidati a poche settimane dalle elezioni, crediamo sia doveroso dire alla Presidente Masini, affinché si possa aprire un confronto programmatico, che il rispetto reciproco è per noi una precondizione irrinunciabile nel fare politica, che va ben oltre il nodo delle alleanze.


Franco Ferretti Matteo Sassi Giuseppe Neroni
Sinistra Democratica Movimento per la sinistra Verdi

24 marzo 2009

LO STRANIERO PREVIDENZIALE

E' tranquillo Maurizio Sacconi. Per il ministro del Welfare il caso si sta risolvendo. Lui si dice fiducioso e ribadisce: “Non ci si fascia la testa prima di spaccarsela”. Tutto questo buon umore nasce dal dato sul sistema pensionistico ritenuto “in equilibrio”.
A considerarlo tale è il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua che, nel corso della sua relazione, assicura. “I conti dell'istituto sono a posto. Il bilancio 2008 dell'Inps – dice – presenta un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro. Rimane sostenuta la dinamica delle entrate contributive, sensibilmente in crescita, così come migliora l'attività di recupero dei crediti (un vero piccolo grande boom con 5 miliardi nel 2008)”.
“Il miglioramento dei risultati-spiega Mastrapasqua- è da attribuire anche all'incremento dei contributi versati dai lavoratori stranieri regolarizzati: ormai quasi due milioni di cittadini stranieri versano contributi previdenziali nel nostro paese”. Dorma dunque tranquillo Sacconi nonostante lo sfacelo culturale ambientale sociale ed economico che sta producendo il suo governo. Tanto a rimettere i conti in ordine ci pensano le vittime preferite del vicesindaco di Venezia Giancarlo Gentili. Per fortuna che il gentiluomo sarà processato per le parole pronunciate lo scorso settembre, durante la Festa dei popoli a Venezia. Il procuratore capo del capoluogo veneto lo ha citato direttamente a giudizio con l'accusa di istigazione all'odio razziale. Durante il suo intervento, Gentilini propugnò “pulizia dalle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro Paese”, invocando una “rivoluzione” contro gli stranieri. “Non voglio più vedere -disse- queste genie che girano per le strade”. La rivoluzione gentiliniana avrebbe dovuto colpire anche i fedeli mussulmani che vogliono aprire moschee in Italia. “Vadano a pregare nei deserti. Aprirò una fabbrica di tappeti e regaleremo i tappeti, ma che vadano nei deserti”. Il vicesindaco attaccò poi la proposta di dare il voto agli immigrati: “Non voglio vedere neri, gialli, marroni, grigi, insegnare ai nostri giovani.
Cosa insegnano? La civiltà del deserto? La civiltà di coloro che scappano dietro ai leoni o quelli che corrono dietro alle gazzelle per mangiarle?”.
Il processo a Gentilini è fissato per il 4 giugno prossimo.

Tratto da Notizie Verdi – Agenzia quotidiana di informazione dei Verdi Italiani.

19 marzo 2009

Che belle opere con Berlusconi

Grandi opere, compreso il Ponte sullo stretto, entro il 2009. Quattro nuove centrali entro il 2020. Ancora miliardi investiti per distruggere il paesaggio. Questo il Piano di rinascita ormai cementato dal consenso che Chiesa e media hanno garantito all'astuto premier Silvio Berlusconi e ai suoi cortigiani. Fra questi spiccano come protagonisti dei futuri disaster movie il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e quello delle Infrastrutture Altero Matteoli, che sostiene di aver a portata di mano ben 16,6 miliardi di euro da spendere per ricoprire d'asfalto il Belpaese. Evidentemente per lui non valgono gli avvertimenti del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi quando sollecita le banche a finanziare solo imprese meritorie. Un modello facile da imitare considerando che proviene da oltreoceano, dove con Obama gli americani oggi sono intenzionati a puntare tutto su indipendenza energetica, riforma della scuola e del sistema di tutela della salute. E invece no, da noi si spenderanno verosimilmente venti miliardi di euro per acquistare impianti di terza generazione che consumano, come sottolineano persino gli ecodem (sempre più isolati) del PD, “oltre 30 tonnellate di uranio arricchito all'anno che inevitabilmente generano rifiuti radioattivi”.
Centrali alimentate soprattutto da incredibili leggende. Dicono che produrranno a regime il 25 per cento del consumo nazionale, ma, spiegano gli esperti, “quattro centrali potranno al massimo produrre il 13 per cento del consumo nazionale”.
Ogni occasione televisiva è ghiotta per sostenere che l'Italia necessiterebbe di maggiore produzione di elettricità. In verità dall'estero importiamo solo il 12,5 per cento di energia, e il dato interessante è che, rammenta un Realacci sempre più schiacciato nel PD dal Bersani pensiero, “ben l'80 per cento è prodotta da fonti rinnovabili, e non dal nucleare”.
Insomma, all'indomani dell'euforia per il patto scellerato sul nucleare Italia-Francia, cominciano a emergere le prime incongruenze. Paradossalmente, la più importante arriva dal filo nuclearista Chicco Testa che, conoscendo i suoi polli, chiede al presidente del Consiglio dove vuol piazzare quelle “bombe”, visto che ancora non siamo riusciti a risolvere il problema delle scorie ereditate dalle vecchie centrali. L'altra arriva in forma anonima dal Palazzo: “L'assurdo è che stiamo praticamente comprando tecnologie italiane introdotte dall'Agip nucleare voluta da Enrico Mattei”. Come a ribadire, la coppia Mattioli-Scalia che lamenta una ricerca sulla fisica “ferma a trenta, quaranta anni fa”. Davvero, complimenti per le grandi opere.

Tratto da “Notizie Verdi”
Organo ufficiale d'informazione della Federazione dei Verdi

18 marzo 2009

Sinistra e libertà per le europee 2009

Sinistra e libertà
Patto tra Verdi, Movimento di Vendola, Sinistra Democratica e Socialisti: alleanza elettorale per le prossime europee. "Contro calce e randello proposte per ambiente e lavoro"

Sinistra e Libertà, l’alleanza elettorale per le prossime elezioni europee tra Verdi, Movimento della sinistra, Sinistra Democratica, Partito Socialista e Unire la Sinistra, è stata presentata stamattina a Roma. Il simbolo sara' un cerchio rosso e bianco con la scritta “Sinistra e libertà'', appunto, mentre in basso compariranno i loghi in miniatura delle famiglie europee di appartenenza: Pse (nel quale confluiranno Partito socialista e Sinistra Democratica), Verdi e Gue (Sinistra europea nel quale confluiranno Movimento per la sinistra di Nichi Vendola ed ex Pdci).
Il progetto politico e' stato presentato alla stampa da Nichi Vendola, Grazia Francescato, Claudio Fava, Marco Di Lello e Umberto Guidoni. Un’alleanza, è stato detto, che rappresenta un nuovo avvio per la sinistra contro "l'egemonia della destra della calce e randello, che propone speculazione edilizia e ronde".
"I criteri per le candidature risponderanno a due principi - spiega il governatore pugliese -: la costruzione di esperienze larghe e plurali e la cessione di sovranità ai territori, oltre all'apertura alla questione di genere. Non sono io il dominus di questo tavolo che deciderà le candidature, dirò la mia opinione, accetterò consigli e seguirò l'orientamento collettivo". Vendola ha anche sottolineato la necessità di “uscire dai talk show ed entrare nella vita quotidiana: questa è la sinistra che vogliamo ricostruire".
Grazia Francescato ha parlato di un'alleanza "non transgenica che tiene insieme le identità ma ha sintonia sui contenuti, mettendo insieme lavoro e ambiente. Il 'corro da solo' del Pd si è rivelato un boomerang, bisogna ricucire le alleanze per battere il centrodestra". Per i Verdi e il cartello vanno rilanciati “il no al nucleare” e i “tanti sì – ha detto ancora Francescato - alle rinnovabili e all’efficienza energetica che entro il 2020 possono produrre 8 milioni di nuovi posti di lavoro in tutta Europa”.
"Al Parlamento europeo c'è bisogno di larghe maggioranze – ha aggiunto Fava -, ogni gruppo è insufficiente da solo a rispondere ai problemi e questi tre gruppi hanno già dimostrato di poter vincere delle battaglie insieme". Tra i presenti all'Hotel Nazionale, in piazza Montecitorio, anche Giovanni Berlinguer e Achille Occhetto.
''Sono qui coerentemente con quanto volevo fare venti anni fa – ha detto Occhetto -, ai tempi della svolta della Bolognina. In questi anni hanno demolito e tagliato la parola sinistra, che deve ritornare alla ribalta. Mi piace, poi, anche la parola liberta' che contraddistingue questa alleanza. Dobbiamo, infatti, recuperare pure questa parola gettata nel fango da Berlusconi". La prima uscita pubblica della lista è in programma per sabato prossimo 21/3/2009 alle 16 a piazza Farnese a Roma.
Dal sito nazionale VERDI

06 marzo 2009

La mobilità Ciclabile e la sicurezza stradale in Provincia: quanto ci si investe veramente?

Federazione Provinciale VERDI per la Pace

Ogni anno, alla presentazione del bilancio preventivo la Provincia presenta dati roboanti ed intenzioni ottime sugli investimenti in infrastrutture ecocompatibili: appunto le piste ciclabili? Anche per il 2009 previsti 600.000,00 Euro. Come non plaudere a tante buone intenzioni?
Peccato che poi, a guardare i bilanci consuntivi ed i risultati degli ultimi anni i dati appaiono purtroppo molto diversi.
Ci risulta che nel 2005 siano stati stanziati 520.000, poi impegnati soltanto 170.000 - nel 2006, addirittura stanziati ad inizio anno ben 1.040.000 Euro, un raddoppio di fondi! Forse è la svolta che noi ambientalisti ci aspettiamo
Ebbene, i fondi impegnati nel 2006 ammontano a ben, tenetevi forte 63.000 dico sessantatremilaeuro....
Beh forse va meglio l'anno dopo: Nel 2007 lo stanziamento iniziale torna a 520.000 Euro ma, sorpresa, in una variazione di bilancio a fine anno il capitolo viene azzerato e quindi NESSUN IMPEGNO PER PISTE CICLABILI NEL 2007.
Stessa sorte nel 2008, di 520.000 preventivati 0 zero spesi!
Cosa aspettare ancora? Si continua ad inserire nei bilanci fondi "virtuali" tanto per far vedere che si fanno le cose, per poi sgonfiare il tutto verso un desolantel NULLA DI FATTO.

Per non parlare della situazione della sicurezza sulle strade provinciali, si fanno progetti e progettini da far vedere in conferenze stampa, ai sindaci ed amministratori interessati, tanto teatrino e poi? Non ci sono i fondi, gli stanziamenti annuali per le manutenzioni ordinarie e straordinarie calano a vista d'occhio. Beh forse ci penseranno gli operai della provincia a fare qualcosa, le famose squadre di cantonieri. Peccato che si stia smantellando anche questo servizio; riorganizzati il servizio, non sostituite le persone che vanno in pensione, depotenziato in uomini e mezzi e progressiva esternalizzazione "soft" in vista...
Questo è l'operato del nostro caro Assessore pseudo-ambientalista Luciano Gobbi, e ora lo aspettiamo nel suo imminente voto a favore del nuovo inceneritore fortemente voluto dalla Sua Presidente: proprio un degno finale di una storia horror!!